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Lesa (Lexia, Lixia, Lexa Leocarni), “si adagia su uno dei più suggestivi golfi del Verbano, attorniato dallo stupendo anfiteatro collinare che si innalza a spalti verso l’alto Vergante in un policromo susseguirsi di vigneti, frutteti, spiazzi prativi, armoniosi boschi”. Con queste parole Luciano Rainoldi introduce Il Borgo di Lesa nel suo libro “Arona e il Vergante” (Editrice Lo Scolaro), parole belle, giuste, adatte forse di più ad un tempo passato che non a quello attuale. Il pittoresco golfo di Lesa è una straordinaria insenatura, posta alle pendici della Motta Rossa e lambita dal delta del torrente Erno (nome di radice celtica Arn-Ern= andare), che offre una veduta panoramica di Belgirate (a Nord), di Arona (a Sud), della costa lombarda con le scogliere di Arolo fino alla Rocca di Angera (a fronte). 
La mitezza del clima e le vaste aree verdi pianeggianti hanno donato a questa terra una grande ricchezza agricola, soprattutto nel campo della viticoltura e della frutticoltura (un tempo era famosa per le “persigatt”, piccole e gustose pesche locali), ma con la nascita del turismo d’élite, le coltivazioni hanno lasciato il posto a prestigiose ville, trasformandola in un’elegante e signorile località di villeggiatura affacciata sul lago e circondata dal verde dei boschi e dai fiori dei suoi giardini. |